ricordi sbiaditi
ricordi sbiaditi
confusionaria, visionaria, malata, stanca, socievole ma asociale, mi faccio schifo ma penso di essere migliore di tutte le persone di merda che mi circondano, odio questo mondo al contrario, tumblr è la mia casa, i libri sono il mio rifugio, lui mi manca da morire.

seicomeilmaredinverno:

Non ti amo perchè ho bisogno di te ma ho bisogno di te perchè ti amo, capito? Probabilmente no, ma non preoccuparti, anche io ci ho messo un po’ a capirlo. Insomma, è come dire “La mia vita è perfetta così, senza di te, ho una macchina, una casa, una famiglia che mi ama, mettici pure un cane, un…

"
Non mi piace quando un guidatore comincia a chiamare stronzo un altro guidatore, solo perché magari si muove troppo lentamente.
“Guarda a ‘sto moscio cretino, muoviti, cazzo! Vado di fretta!”
E sbraita, sbraita, soffocato da un tempo impenetrabile.
Dicevo: non mi piace affatto. Lui non sa niente del guidatore lento. Assolutamente niente. Immaginate se gli fosse morto un caro amico 24 ore prima, e immaginate se il guidatore incazzato l’avesse saputo.
In che modo? be’, per esempio, se il guidatore lento avesse avuto la brillante idea di affiggere al cofano un cartello del genere: non rompete i coglioni, sono a lutto.
Il guidatore incazzato, alla vista di quel cartellone, l’avrebbe insultato alla stessa maniera?
Ovviamente no.
Perché noi esseri umani, per quanto proviamo a tenerlo nascosto, siamo dei grossi ipocriti.
E non c’è da sorprendersi se leggiamo sull’epitaffio di un libertino che fu un uomo sempre fedele!
E non c’è da sorprendersi se leggiamo sull’epitaffio di un politico che non rubò mai un centesimo!
Funziona così, qui da noi, sul pianeta Terra: quando sei vivo, ti rinfaccio i tuoi peccati; quando sei morto, eh… quando sei morto, ti assolvo.
E allora al diavolo la giustizia divina, no?
Ci siamo noi, giudici arrugginiti, a sentenziare in vita, e a perdonare in morte.
Una delle sentenze che più mi inquieta è quella che deriva dai pregiudizi.
Ieri hai visto una ragazza con le braccia e le gambe tatuate e, sottovoce, hai detto alla tua amica: “com’è che i genitori le hanno permesso di rovinarsi la pelle in quel modo?”
Quella ragazza è stata adottata, ma tu non potevi saperlo. E mi ci scommetto le gengive che, se l’avessi saputo, avresti taciuto.
Ieri, mentre eri a passeggiare, un uomo ti ha dato una leggera spallata. Hai cominciato a bestemmiare, facendogli capire, bruscamente, come si cammina.
Quell’uomo era cieco, ma tu non potevi saperlo.
E probabilmente, se lui si fosse scostato quegli occhiali scurissimi che portava, gli avresti persino sorriso.
Aveva ragione Pirandello: “Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere, mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io, vivi il mio dolore, i miei dubbi, le mie risate, vivi gli anni che ho vissuto io, e cadi là dove sono caduto io, e rialzati come ho fatto io.
Ognuno ha la propria storia.
E solo allora mi potrai giudicare.”

Sara Cassandra (via cassandrablogger)

Su queste parole ci si potrebbe fondare un articolo della costituzione. 

(via comefiocchidineve)

Geniale, come sempre.

(via taccuinodiunasognatrice)

Non ho più parole,me le hai rubate tutte tu.

(via ma-ti-prego-resta)

Questa ragazza merita un premio Nobel.

(via justtooshy)

(via cassandrablogger)

"
«Gelosia»
E gelo fu.
"
Ti giri di scatto e mi chiedi a che pensavo. “Una volta lo avresti indovinato”, penso, ma ti dico “a niente”.

K. Lojelo (via letaschepienedicose)
Posted 4.14.14
6,423 notes · share
"
Le cose belle non chiedono attenzioni.

I sogni segreti di Walter Mitty
diariodiunaragazzadistruttiva:

diariodiunaragazzadistruttiva
Posted 4.14.14
1,632 notes · share
Posted 4.14.14
33,994 notes · share
hospentoleemozioni:

☾
Posted 4.14.14
82,048 notes · share
"
Te la ricordi quella sera?
C’eri tu. C’ero io. E basta. 
Le stelle erano di una bellezza mozzafiato e tutt’ad un tratto tu mi hai abbracciata. E in quel momento eravamo soli, soli al mondo. Esistevamo solo noi, tu ed io. O almeno è ciò che ho sentito in quel momento. E sai una cosa? Non m’importava.
Tu mi bastavi, tu eri abbastanza. Tu riuscivi a colmare il vuoto di tutte le altre persone mancanti.
Tu riuscivi a farmi sentire piena, viva, come nessun altro è più riuscito a fare. 
Tu riuscivi a farmi sentire abbastanza, a farmi sentire che per una volta ero nel posto giusto, al momento giusto, con la persona giusta. Riuscivi a farmi sentire amata. Tu mi amavi. E questi verbi al passato non sono un caso e fanno così male da togliermi il respiro.

Seicomeilmaredinverno (via seicomeilmaredinverno)
Posted 4.14.14
51,090 notes · share
Posted 4.14.14
2,868 notes · share
lasciamoirimpiantiaideboli:

mare mare mare mare c:
Posted 4.14.14
1,487 notes · share
unphotogenic-happiness:

Sbem
Posted 4.14.14
2,126 notes · share

erqo:

Hey There Delilah - Plain White T’s

(Source: erqo, via writeletterstotherain)